A1, A2, A3… siamo in autostrada?

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Se sei tra i fortunati che non lo sanno, le tre sigle che leggi nel titolo – quelle che sembrano nomi di autostrade – per molti anni hanno definito le categorie di scarpe da running. In ordine crescente, dalla più veloce e leggera alla più pesante e protettiva.
Qualche anno fa queste sigle avevano un senso, soprattutto perché la tecnologia aveva dei limiti funzionali e quindi a maggiore leggerezza corrispondeva sempre e comunque una maggiore velocità e dinamicità della scarpa. Quindi A1 era una scarpa da gara, A2 era per gli allenamenti più veloci mentre A3 erano le scarpe più pesanti e protettive, dedicate agli allenamenti lunghi.

Ora non è più così

La tecnologia negli ultimi anni si è molto evoluta, sia nelle tomaie che nelle intersuole facendo diventare obsoleto il definire una scarpa solo in base al suo peso. O al suo utilizzo.
Infatti esistono scarpe ammortizzate e protettive molto più leggere di 300 grammi adatte a lavori lunghi e – contemporaneamente – molto dinamiche. Parallelamente possiamo incontrare nel mercato scarpe leggere ma molto rigide con cui è difficoltoso fare gare o lavori veloci.
Cosa voglio dire con tutto questo discorso? Il senso è che definire ora la scarpa da running è molto più semplice, basta capirne le caratteristiche e vedere quali sono le nostre necessità e caratteristiche di corsa.

Corri di avampiede, ami le scarpe reattive, sei pesante e ne vuoi una per lavori veloci? C’è.
Corri di tallone, hai un’impostazione tradizionale, sei leggero e vuoi una scarpa per i lunghi? C’è.

Basta solo andare in un negozio (o documentarsi online come stai facendo ora) e scegliere la scarpa giusta.

Lo stesso vale per i pronatori

Bando quindi anche alla categoria A4, e andiamo alla ricerca di una scarpa con supporto antipronazione ma che si adatti alle nostre necessità e caratteristiche.
Anche in virtù del fatto che, come sai, esistono vari gradi di pronazione e quindi accomunare tutto in un unico calderone ha poco senso. In questo caso però ti consiglio anche una soluzione alternativa: la scarpa neutra con un plantare che corregga specificamente il tuo appoggio.

Da oggi cerchiamo di fare un po’ di chiarezza

Da oggi, tutti i lunedì, troverai un test o un approfondimento sulla nostra “Shoe of the week“. In questo modo, almeno una volta alla settimana, ci diamo appuntamento per parlare solo di scarpe. Ma non come Carrie Bradshaw, bensì seduti insieme – magari bevendo un frullato – a chiacchierare tranquillamente.

Appuntamento a oggi pomeriggio per la nostra prima Shoe of the Week.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

1 COMMENTO

  1. Salve questo argomento mi interessa molto perché ho cambiato scarpe e dopo un mese che le usavo mi sono strappato mi sono fermato per 40 giorni ma alla seconda uscita mi sono rifatto male ed a questo punto non so cosa fare se continuare con quelle nuove oppure tornare a quelle vecchie o alternare le scarpe. Datemi un consiglio grazie

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