14 volte il giro della terra in una settimana, correndo per gli oceani

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Si è conclusa la Run for the Oceans e un movimento di più di 50.000 runners di tutto il mondo ha coperto l’impressionante distanza di 572.712 Km (14,3 volte la circonferenza del nostro pianeta). Ed è la dimostrazione che i runner vivono l’ambiente e sono molto sensibili al rispetto del nostro ecosistema.

Il progetto si chiama Parley for the Oceans, è ideato da Cyrill Putsch – il creativo fondatore di Parley – e, vive della partnership sportiva con il mondo adidas dal 2015 che, per l’occasione, ha prodotto tre modelli di scarpa (UltraBOOST Parley, UltraBOOST X Parley e UltraBOOST Uncaged Parley) interamente realizzati usando plastiche riciclate provenienti dall’oceano.

Un’onda blu a New York

Come ti dicevo qui, l’8 giugno era la Giornata Mondiale per gli Oceani e siamo stati invitati a New York per l’evento principale legato a questo grandissimo movimento: una run che ha inondato la città di luce blu.

A Long Island, di fronte al Palazzo di Vetro dell’ONU e con le luci dello skyline più famoso del mondo, quello che abbiamo visto in moltissimi film, eravamo in 550 runner da tutto il mondo per vivere l’esperienza di un’onda umana che si muoveva lungo 5 Km di un percorso da commuovere, tanto era bello. E, con noi, c’erano alcuni tra i più forti atleti del mondo, Ian Thorpe, Mary Keitany e Shaunae Miller per citarne solo tre.

Non era una gara, non era un allenamento, è stato solamente un momento di coesione di fronte a un tema così importante. Un momento in cui la corsa ha avuto un significato più profondo del “mettere un piede davanti all’altro”.

In un momento delicato per il nostro ambiente come questo, viste le scelte sugli accordi di Parigi, è stato entusiasmante vedere come – in fin dei conti – siano le persone (e i brand, in questo caso) a sentirsi chiamate a fare le scelte giuste.
Lo stesso André Maestrini (Global General Manager, adidas Running), appassionato di immersioni, si è sentito chiamato in causa ed era evidentemente in profonda sintonia con il pensiero di Cyrill Putsch. Infatti, l’intera esperienza non è stata incentrata sulla promozione di una scarpa ma sui concetti molto più alti di tutela e rispetto per gli oceani.

È bello vedere brand, fatti di persone, che si impegnano per un obiettivo così nobile.

Ora, tornati a casa, non resta che far frutto dell’esperienza e ricordare che facciamo parte di un ecosistema vastissimo e delicato che va – per il nostro bene – rispettato.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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