12.000 km per unire

12.000 km da correre con un'unica ambizione: costruire un ponte fra culture diverse

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12.000 chilometri: la distanza fra Amburgo e Pechino che Kai Markus sta percorrendo dal marzo scorso. L’originale idea è venuta 361°, il brand cinese di running che si sta velocemente diffondendo in tutto il resto del mondo, Italia compresa. L’impresa è eccezionale per la dimensione che ha e per il suo valore simbolico: in quei 12.000 km ci sono non solo 8 diversi paesi ma decine di culture differenti, confini, divisioni e ostacoli. Che si possono unire con la corsa, come Kai sta cercando di fare. Perché il suo tentativo è quello di costruire un ponte fra due culture molto diverse come quella europea e quella cinese, per dimostrare che anche nelle differenze si può trovare sempre qualcosa in comune, per esempio una passione condivisa come la corsa.

Per portare a termine la sua missione Kai è dotato ovviamente di scarpe e abbigliamento adatto forniti da 361° e dal supporto tecnico che gli è necessario per superare i passaggi più impervi, quando non troverà luoghi dove dormire se non il van che lo segue. O quando avrà bisogno di interpreti e aiuto per confrontarsi con la burocrazia locale. Per il resto farà tutto lui, mettendoci le gambe e il cuore e soprattutto la voglia di superare il suo potenziale e di gettare un ponte per unire ciò che è distante attraverso il valore condiviso per la corsa e la base di ogni convivenza: conoscersi e capirsi, attraversando lentamente (beh, più lentamente che volandoci sopra con un aereo di certo!) paesi e culture diverse e imparando a conoscerle diventando amico e familiare con i locali.

Puoi seguire il suo viaggio su twitter: ora sta attraversando l’Uzbekistan e vale seguirlo anche solo per vedere i luoghi incredibili che sta attraversando.

Il ponte più lungo del mondo lo sta costruendo lui da solo: è un ponte ideale, ok, ma lo sta facendo con la corsa e quindi già lo amiamo <3

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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