Perché correre fa bene al tuo cervello

Correre rende felici, correre rende più intelligenti. E non è ancora finita

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Non so se capita anche a te, ma da quando corro se sono stressato o ho bisogno di farmi venire un’idea non mi sogno neanche per sbaglio di guardare la tv: esco a camminare o a correre.
C’è un motivo per il quale la corsa ci rende dipendenti. Ci fa stare meglio sia fisicamente che mentalmente. Oltre a renderci felici e più intelligenti, i benefici che apporta a livello cerebrale non sono ancora finiti e forse non sono stati nemmeno ancora tutti scoperti.
Alla tua personale lista dei motivi per i quali corri, neanche ci fosse poi bisogno di dare sempre giustificazioni, ora puoi aggiungere anche questi.

1. Combatte lo stress

La corsa e in genere l’attività fisica, se praticate per almeno 30 minuti consecutivi, aumentano i livelli di serotonina, noradrenalina, dopamina ed endorfine, tutti neurotrasmettitori che combattono la depressione e l’ansia.
Chi ne soffre quindi dovrebbe ricorrere all’attività fisica per alleviarne il peso o tentare una possibile cura. Chi ha già una vita equilibrata dovrebbe comunque praticarla per migliorarla ancora. 

2. Ti fa concentrare meglio

L’immissione delle sostanze prodotte durante la corsa nel flusso sanguigno aumenta la concentrazione e quindi rende più facile e meno stressante mentalmente risolvere problemi. Per questo molti consigliano o amano correre al mattino, prima di lavorare: non solo perché li predispone a essere più positivi ma anche perché hanno riscontrato effetti positivi sulla produttività al lavoro. Essere creativi e produttivi significa infatti non solo “fare tante cose” ma trovare velocemente la soluzione a problemi più o meno complessi, facendolo in maniera creativa, cioè assemblando stimoli che provengono da diversi ambiti. E non dimenticando che il modo migliore per essere produttivi è fare una cosa alla volta ;)

3. Migliora la memoria

Fino a qualche tempo fa si era convinti che le cellule cerebrali fossero le uniche che non si riproducevano. In altre parole si pensava che con un certo numero nascessimo e che dovessimo perderne sempre di più durante la vita. Un po’ come se ti dicessero che sei destinato a diventare sempre più scemo. Non è bello. Poi si è scoperto che le cellule dell’ippocampo possono riprodursi. Quindi? L’ippocampo è una parte del cervello associata ad alcune funzioni non proprio secondarie e fra queste proprio la memoria. E parlando di memoria non devi pensare solo al fatto che ti ricordi del compleanno di tua madre ma anche a situazioni pregresse e a come le hai risolte (o non risolte). Avere a portata di cervello queste informazioni è importante no? Ecco: oggi sai che correre stimola la produzione di cellule dell’ippocampo.

4. Chi corre risolve meglio i problemi perché pensa meglio

Il punto 3 serviva proprio a introdurre la più interessante novità di queste ricerche: essere più rilassati, più focalizzati e avere una memoria più vivida rende possibile anche risolvere meglio e più velocemente problemi. Non parlo di problemi semplici o di quanti soldi restano a Paolo se compra 2 chili di mele e aveva 5 euro. Parlo di cose più complesse, che richiedono la capacità del cervello di valutare scenari complessi e di ragionare con più fattori e su diversi livelli. È un po’ come se l’elasticità del tuo cervello e la velocità con cui reperisce informazioni e le collega fra di loro anche in maniera non apparentemente logica fossero accelerata dal fatto che è ben allenato. Esattamente come il tuo corpo.

Quindi, giunto fin qui avrai capito che correre e muoverti in genere non è più solo una questione di linea o di benessere fisico. È una questione più profonda e articolata: pensare meglio e in maniera più efficiente ti migliora la vita.
Ora ha un modo per farlo: senza pillole e senza trucchi.

(Ispirato da “A neuroscientist says there’s a powerful benefit to exercise that is rarely discussed” – Photo credits Stephen Di Donato)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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