Leo Cenci, un sorriso e una corsa che ti allungano la vita

Leo Cenci ha un cancro inoperabile e sta per diventare il primo runner al mondo malato a completare una maratona

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Leo è uno abituato a correre. Lo fa da anni e di maratone e mezzemaratone ne ha fatte molte. Leo è perugino, non ha ancora 40 anni e nel 2012 si sta preparando alla Maratona con la M maiuscola: quella di New York. Sente però che i suoi allenamenti sono più faticosi del solito. Il verdetto è tremendo: adenocarcinoma al polmone con metastasi cerebrali. Nel cervello, come racconta lui stesso ad Alessio Vissani di Avvenire, ha “una pallina da tennis di 5,7 centimetri di diametro, con 4-5 noduli satelliti e otto lesioni cerebrali al quarto stadio”. Verdetto clinico: inoperabile, pochi mesi di vita.

Una nuova sfida

Leo reagisce subito da sportivo: “La mia reazione non fu quella di abbattermi. Da buon sportivo la prima idea fu: ora comincia la sfida. A detta degli oncologi questo mio atteggiamento fu determinante per la convivenza ‘forzata’ con la malattia: il mio cancro non è operabile. La nostra medicina migliore sta nel nostro cervello e nel mio caso nelle mie gambe. Io non ho mai smesso di correre”. 

Da quel giorno sono trascorsi 3 anni duranti i quali Leo non si è mai fermato.

Io e il cancro ci sfidiamo ogni giorno, come due pugili sul ring, ce le diamo di santa ragione per vari round, a volte prevalgo io e a volte lui colpisce forte ma alla fine della giornata ci togliamo i guantoni in segno di rispetto reciproco e ce ne andiamo a dormire.

Lo straordinario carattere di Leo gli permette di reagire in maniera insolita per quel che ha, ma forse il suo segreto è considerarsi una persona normale con un avversario dentro diverso da sé stesso ma meritevole di rispetto. Un avversario che lo sfida ogni giorno e a cui lui risponde: “Se mi provoca stanchezza, io vado a correre, se mi provoca inappetenza, io mangio, se mi dà spossatezza io mi attivo e mi muovo”

Leo non ha mai smesso di correre: ha completato una mezzamaratona e il 10 aprile correrà a Roma per volontà del presidente del Coni Malagò come primo runner al mondo malato di cancro a completare una maratona.

Da pochi mesi di vita a qualche anno. La sua terapia sembra miracolosa ma ha un segreto, come ama lui stesso ricordare:

  • avere fiducia nei medici che ti hanno in cura
  • mangiare bene e farlo con gli amici
  • sorridere almeno 3 volte al giorno

Semplice? Forse, come le cose naturali e quotidiane che la malattia ci nega improvvisamente. E Leo le ha reclamate e confermate e assieme a loro la sua grande passione: correre.

Grande Leo!

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

11 COMMENTI

  1. Questo bellissimo resoconto arriva in un momento difficile per me: mi ha ridato grinta! Grazie Martino e grazie Leo! Sei un grande😊

    • È una cosa bellissima di cui lui sarebbe sicuramente felice. E grazie anche da parte mia a te. Sorridi! Sorridiamo!

  2. Rispetto ed ammirazione incredibile per chi ha la forza di reagire alle botte della vita, e che botte…
    Leo sei un grande uomo ed un grande esempio per tutti!

  3. FORZA Leo, i latini dicevano”Nomen omen” il destino nel nome e tu dimostri di essere un Leone di nome e di fatto!!

  4. Continuamo a prendere esempio da gente come Leo e ringraziamoli. Un’altra fonte di ispirazione per le nostre vicende quotidiane.
    Grazie Leo!

    • Assolutamente. Quando ci lamentiamo o ci sentiamo giù pensiamo a chi ne avrebbe motivo e sorride invece :)

  5. Leggo questo articolo mentre il mio figliolo di 7 anni corre e salta nel suo allenamento di atletica… l’unica cosa che sento in questo momento, con le lacrime agli occhi, è che vorrei che riuscisse, per la sua pienezza di vita, a fare anche suo lo spirito con cui Leo affronta la sua quotidiana battaglia.
    Grazie!

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