Io mi diverto

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La domanda che più frequentemente mi viene rivolta quando dico che mi sto allenando per fare un mezzo Ironman (dopo che spiego di cosa si tratta e dopo tutti i complimenti del caso) è “ma chi te lo fa fare?”.

Devo essere onesto: è una domanda che a volte mi pongo anche io.

Perché è vero che da fuori sembriamo tutti persone determinatissime, “committate” al raggiungimento di un obbiettivo, che vogliono tirare fuori il meglio dalla vita, ma – senza nascondersi dietro a un dito – ci sono delle sere in cui sei devastato dal lavoro e dagli imprevisti così imprevedibili che non li prevedrebbe nemmeno un Monopoly progettato dall’uomo che incatena Lawrence e Adam in Saw – L’Enigmista (no spoiler, ovviamente) eppure devi salire sui rulli per pedalare un’ora e lavorare sulla potenza.
Oppure ci sono mattine in cui ogni singolo muscolo ti fa male e non riesci a scendere dalla macchina perché hai le chiappe i glutei così provati dalla preparazione atletica che, pur di uscire senza fare fatica, chiameresti i pompieri. Eppure, dopo poco, ti immergi nel caldo abbraccio dell’acqua clorosa della piscina.

Ecco, in quei momenti me lo chiedo anch’io chi me l’abbia fatto fare. E poi mi rispondo: sono stato io (dandomi quindi del pirla da solo). E, fin qui, la domanda rimane valida.

La risposta

C’è una cosa che però non tutti riescono a vedere: il divertimento. Non è il divertimento masochista di chi ama soffrire ma una meravigliosa esplorazione di “fino a dove ci si possa spingere”. Come quando in montagna fatichi per ore per godere di pochi minuti in vetta e scoprire che fino a lì, proprio lì sopra, sei riuscito ad arrivarci.
Per me i traguardi sono ancora piccoli: riuscire a consolidare la tabella del coach, raggiungere le 12 ore di allenamento a settimana, mangiare in modo corretto e goderne dei benefici.
Ma quando vedi che questi traguardi intermedi si avvicinano, la fatica non esiste perché diventa – credimi – puro divertimento e piacere della scoperta.

Capita poi che io mi guardi “da fuori” e mi senta decisamente un pirla quando faccio tanta fatica: per me l’epica del guerriero decisamente non funziona. Ma ciascuno ha la sua epica e la mia è sicuramente divertirmi.

Tanto non vincerò mai niente. Ma mi divertirò di sicuro un sacco.

Ah, dimenticavo: sabato scorso ho pure fatto il mio personale sui 5K. Ma questo è solo un trascurabile dettaglio.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

7 COMMENTI

  1. Concordo e capisco perfettamente sono i piccoli traguardi settimanali , mensili, quotidiani o, annuali, quello che mi fanno dire sono riuscito ad arrivare fino a li e magari l’anno prossimo alzo l’asticella divertimento puro. Almeno per me 😜. Ciao grande e in bocca al lupo.

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