Dopo un pasto come ti senti? Pieno di energia o gonfio, stanco e irritabile?

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Dopo un pasto come ti senti? Pieno di energia con tanta voglia di fare e la mente attiva e lucida o gonfio, addormentato, pigro e tanta voglia di buttarti per terra e dormire almeno due ore? Il domandone di oggi è questo. Tralasciamo il fatto che al momento bene che vada -a qualsiasi latitudine ci troviamo- stiamo letteralmente schiumando -come si dice a Cambridge- dal caldo.

Confesso che io lucida dopo un pasto non lo sono mai stata (ma pure fuori pasto) e contando che sono totalmente astemia e non conosco il sapore della birra-vino-alcool in genere direi che la colpa non è da attribuire a questo. Prima della mia considerevole perdita di peso -si parla di 80 chili giusto per intenderci bene- non ero così soggetta a stanchezza per assurdo. Mangiavo moltissimo pane, riso, zuccheri in genere e una abnorme quantità di dolciumi vari annaffiando con coca cola. Stavo benissimo! Mi alzavo da tavola così energica che avrei potuto fiondarmi nuovamente su un altro banchetto di antipastini e fritturine). La sensazione però era commisurata a quello stato, che certamente di salute non era (insomma mi sentivo attiva per mangiare ancora e non per fare la maratona. Ma neanche un piano di scale). Nonostante da sei anni io segua un’alimentazione più o meno corretta e bilanciata -per quanto possa esserlo essendo totalmente priva di proteine animali e derivati- ho sviluppato una ipersensibilità a tantissimi alimenti. Inizialmente mi è stato spiegato dal Dottore che la considerevole perdita di peso unita al radicale cambio di alimentazione -passavo da una dieta vegetariana a una vegana- era sicuramente la causa. Così ahimè non è stato e a tutt’oggi soffro di diverse intolleranze, allergie e ipersensibilità in riferimento alla quantità di cibo che assumo. Questo però non è un diario delle mie disgrazie :-D ma solo una chiacchierata tra amici che vuole avere come unico scopo un po’ di conforto e perché no far suonare qualche campanellino di allarme.

Infatti se dopo i pasti ti alzi con la mente un po’ confusa, stanco, gonfio e molto spesso noti dei rossori in viso, sulle mani e anche sull’addome direi di non sottovalutare assolutamente la cosa. Chiaro che intendo un pasto “normale” o che addirittura tu consideri “leggero” perché se lo raffronti a un pasto in sicilia durante un banchetto nuziale è già tanto che tu sia sopravvissuto. Quindi non mi preoccuperei più di tanto.

L’allergia, l’intolleranza e l’ipersensibilità sono tre cose distinte e separate. L’intolleranza viene troppe volte accomunata all’allergia ma così non è.

L’allergia è immediata e può portare a conseguenze gravissime. L’intolleranza può verificarsi anche a distanza dall’ingerimento del cibo ed è molte volte più difficile da individuare proprio per questo motivo; può accadere infatti che un cibo cui sei intollerante tu l’abbia ingerito  insieme ad altri e che non avendo un riscontro immediato tu possa confonderlo con altre cause, al contrario totalmente estranee. Le ipersensibilità sono legate al sistema immunitario e non sono assolutamente pericolose o dannose paragonate alle allergie.

I sintomi

Dermatiti, eczemi, acne improvvise, sudorazione eccessiva dopo i pasti, stanchezza, fiacchezza, alterazioni improvvise dell’umore, dolore e gonfiore addominale, mal di testa feroce, diarrea, alitosi, meteorismo, stipsi prolungata, nausea, bruciore agli occhi, bocca e lingua infiammata o “lacerazioni” improvvise ai lati della bocca (a me questo succede con l’ananas per esempio).

Sono questi i sintomi principali. Importantissimo quindi non sottovalutare mai il nostro corpo alla fine del pasto. Molti danno la colpa principalmente al glutine, ai latticini e al lievito -anche perché va di moda dirlo, suvvia- ma possono essere tantissimi gli alimenti. Tantissimi, purtroppo. Ve lo dice una che combatte giornalmente con questi sintomi (il mio dottore mi dice sempre “mangiati una fettina di carne e guarda come starai bene”. Simpatico lui no? Io lo adoro, santocielo).

Tieni un diario alimentare appuntandoti cosa mangi per capire quali alimenti possano essere la causa. Stai molto attento a questi alimenti:

  • Farina bianca o integrale in genere (e quindi tutto quello che ne consegue: torte, pasta, pizza, pane, grissini, ciambelle etc)
  • Lievito
  • Latte, yogurt, derivati
  • Cioccolato, cacao amaro
  • Uova, salse che contengono uova
  • Olio, cibi che contengono olio e sott’olio
  • Pomodoro, cetrioli, peperoni, spinaci, asparagi, funghi, cavolfiori
  • Alimenti conservati in scatola (perché potresti avere problemi con il nichel. E qui un capitolo a parte dovrebbe aprirsi)

Studia il tuo corpo. Possono svilupparsi da un giorno all’altro, sì. Non stare male inutilmente e non sottovalutare mai nessun sintomo.

 

Photo credits Piotr Marcinski

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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