Brooks Launch 3: sembrano le 2, ma sono nuove

Sembrano le Launch 2, ma tanti piccoli importanti dettagli le rendono un'evoluzione molto positiva delle precedenti

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Non faccio mistero di amare le Brooks Launch: già l’ho ammesso riguardo alle Launch 2.

Le amo così tanto che alla notizia dell’uscita del nuovo modello ero impaurito: il timore che Brooks snaturasse questa scarpa “perfetta” era tanto, un po’ come era già successo con le Ravenna 6, che mi avevano deluso rispetto alle 5. Lo dico subito: Brooks è stata bravissima. Ma spero di non averti rovinato la sorpresa.

Una scarpa molto amata (non solo da me)

La storia della Launch è particolare: nel 2012 sembrava che non dovesse più essere prodotta. A inizio 2013 escono invece le Launch 2 e sono un vero successo. Testimonial d’eccezione? Sua maestà Alessandro Fabian!
Le Launch sono un modello particolare: sono una A2 dedicata a chi ha un buon ritmo di falcata e non pesa eccessivamente. Non è però una scarpa secca e la sua ammortizzazione la rende ideale anche per le lunghe distanze. 

Da qualche settimana sono disponibili le Brooks Launch 3, questa volta con tanti colori diversi: nero, blu, rosso e le edizioni speciali in fantasia di verde, di grigio e di giallo (chiamata Tokyo).

Ok, ma cosa cambia?

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  • Nuovo design, nuovi colori e nuovi lacci: abbandonati quelli piatti, si passa al laccio cicciotto tipico già di Glycerine e Ghost
  • Nuovo tessuto per la tomaia più protettivo e più traspirante: la sensazione camminando è che sia davvero più fresco e che il piede respiri meglio. Piccolo contro: d’inverno il piede è un po’ più fresco. Il tessuto anche al tatto è diverso: sul modello 2 la rete più esterna (con i buchi tondi) sembrava tessuto, questo sembra una leggera tela
  • Aumentano le sovra plastiche laterali e frontali. Parliamo di un sottilissimo strato, in grado però di conferire un effetto fasciatura del piede superiore  e un maggior controllo: si perde un po’ l’effetto calzino tipico del modello 2 e delle Saucony Triumph, per acquisire un senso di maggiore stabilità, che si percepisce anche solo camminando
  • Piccolo dettaglio: la già esistente plastica frontale che proteggeva le unghie, appoggiata sulla tela e che a lungo andare tendeva a bucarla, ora si bacia con le protezioni laterali a cui è fissata con una finissima cucitura
  • Esteticamente la scarpa perde il tipico effetto pantofola, che la porta ad allargarsi, e assume una bella linea dritta per mordere l’asfalto con ancora più grinta.

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Che ne dici? Vale la pena di provarle? Io l’ho fatto con un bel 16 km sciolto, come fosse la mia scarpa abituale: davvero fantastiche. Amante della libertà del modello 2 devo dire che apprezzo molto questi piccoli dettagli che aumentano il controllo, così come apprezzo le caratteristiche inderogabili delle Brooks: l’intersuola in BioMoGo DNA che si adatta al peso e al tipo di corsa del runner (più duro e reattivo per i runner leggeri, più ammortizzante per quelli più pesanti) e la consueta e gradita solida costruzione.

A che runner è adatta?

Essendo abbastanza secca, reattiva e con relativamente poca ammortizzazione, la Launch 3 è indicata per runner neutri di peso medio ben allenati per i lavori di qualità ed è una validissima scarpa da competizione per distanze fino alla mezzamaratona.

(Si ringrazia il sito Tuttorunning.com che ha fornito il modello di prova)
IN BREVE
Comodità
8
Estetica
9
Calzata
9
Tomaia
9
Suola
9
Peso percepito
9
Protezione
8
Rapporto qualità/prezzo
9
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Riccardo Mares detto Merlinox. Una strana alchimia di sport, bellavita e informatica. Si allena a suon di slalom tra i bit e ripetute di algortmi. Nel tempo libero aiuta i siti degli altri a funzionare meglio, molto meglio. I suoi? Piangono la sua mancanza. Personaggio strano: un #AlbaRunner. Adora la sua mamma, tanto da dedicarle un libro: #MammaMrx. Piatto preferito? La birra.

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