Perché il Sushi fa bene al Runner

7 buoni motivi per mangiare Sushi (ma ce ne sono molti di più)

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Hai visto più occidentali obesi o più orientali? Nella fattispecie più americani o giapponesi?

Una generalizzazione stupida? Affatto. Una considerazione veloce che affonda in millenni di cultura gastronomica. Giusto per capirci molto sinteticamente se il portabandiera di un paese è pane industriale, carne macinata, simil sottiletta derivata da scarti di formaggio, maionese e cremine, il tutto annaffiato da bibite che i meccanici adoperano per sgrassare i cuscinetti del motore e l’altro è riso, alghe, verdure, pesce e wasabi accompagnato da tè verde, verrebbe da dire: madichestamoaparlà?

Perché il Sushi fa bene, aiuta a mantenerti in forma e ti rende bello, magro e in salute?

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Perché il Sushi è amico del Runner?

La cucina giapponese non è composta solo da Sushi, anzi; quella casalinga è ricca, variegata e incredibile. Alla base di tutto c’è sempre e solo: gusto, estetica e leggerezza; fida alleata per perdere peso mangiando inenarrabili bontà. Capace di saziarti a dismisura e farti sentire sorprendentemente leggero; già qui si potrebbe chiudere tutto e non aggiungere niente altro. Riso, wasabi, pesce, alghe, tè, miso e verdure sono alla base di questa prodigiosa cultura che per millenni ha “omologato” un prototipo di persona grazie agli ingredienti base della dieta: magra, in salute (i centenari stanno lì) e con una pelle incredibilmente bella, sana e diafana. Sushi, arte, sport e disciplina sono alla base del pensiero e del sentire comune. C’è solo da imparare.

Si mangia lentamente e porzionando

Ci si sazia anche con gli occhi e l’estetica, soprattutto in un regime calorico controllato, è necessaria e importante affinché la depressione non sopraggiunga. Si mangia lentamente il sushi, grazie all’ausilio delle bacchette, e il concetto di “monoporzione” aiuta a controllare visivamente tutto in modo facile e veloce. In un solo colpo ci si regala arte e gusto da ingerire e infinite proprietà nutritive. Il Sushi è un pasto completo in quanto contiene carboidrati, proteine e grassi ed è incredibile come tutto sia bilanciato in una formula magica.

Omega 3, Carboidrati necessari e la lunga sfilza di benefici

Il sushi è pieno zeppo di omega 3 (gli effetti principali sono soprattutto legati alla protezione del cuore e del sistema circolatorio) per la presenza del pesce. Non in ultimo alla base del sushi c’è il riso, non condito da alcun grasso. A un Runner i carboidrati non solo servono (come a tutti, che rimane un’ovvietà troppo spesso dimenticata) ma sono necessari per affrontare allenamenti e quant’altro. Per una questione di indice glicemico spesso si favorisce la pasta ma per una questione di digeribilità (o per chi ha particolari intolleranze) al primo posto in modo indiscusso vi è il riso. Il tutto in fondo senza portarla per le lunghe si riduce in Riso, Pesce, alghe, verdure, wasabi, zenzero, salsa di soia ovvero elencare tutti gli ingredienti più sani e digeribili e trasformarli nella cosa più buona del mondo (sì ok siamo italiani ed è meglio la pizza, uff).

L’acido acetico

L’acido acetico (aceto di riso) del sushi aiuta a bruciare i grassi (studi hanno dimostrato che l’introduzione dell’aceto in pasti che contengono un alto contenuto glicemico riescono a diminuire il glucosio nel sangue) ed è l’unico “condimento” che si adopera per la preparazione del riso.

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Il Tè verde

Il Sushi si accompagna al tè verde caldo; questo aiuta a stimolare la digestione (e a bruciare calorie per riequilibrare la temperatura corporea). Il tè verde va preso rigorosamente amaro anche perché non avrebbe davvero senso dolcificarlo in quanto si perderebbe la vera essenza; molto spesso non viene apprezzato ma è davvero questione di abitudine e anche della volontà di apprezzare gusti ai quali non siamo abituati. Il tè verde è antiossidante (e inibisce la crescita e la proliferazione di cellule tumorali. L’abbreviamo così ma c’è un mondo dietro), riduce i livelli di triglicericidi e contrasta le malattie cardiovascolari. Allo stesso modo l’assunzione di alghe dovrebbe diventare, a prescindere dal sushi, un’abitudine di ogni Runner in quanto contengono una lista infinita di benefici: vitamina B12, alto contenuto proteico, vitamina C, sodio, potassio, ferro e manganese (occorrerebbe un capitolo a parte solo per le alghe).

La Salsa di soia

La salsa di soia, che si ottiene dai fagioli di soia fermentati, oltre a essere il sapore fondamentale della cucina giapponese (cinese e orientale in genere), ha un alto contenuto di sale (ma ci sono anche versioni che ne contengono meno) che occorre ed è necessario. Senza abusarne, è lapalissiano. Pochissime calorie, aiuta a risvegliare l’intestino pigro e aiuta a svuotarlo. Inoltre combatte il colesterolo cattivo e grazie all’azione delle fibre aumenta il senso di sazietà.

Wasabi e Zenzero

Il sushi è spesso accompagnato da wasabi e zenzero. Non solo entrambi non contengono grassi (che nel sushi si possono trovare, quelli buoni intendo, nell’avocado, salmone, pesce e uova spesso presenti in alcuni tipi) ma sfilze di benefici. Ne diciamo solo alcuni? Il wasabi ha proprietà antibatteriche, antisettiche e digestive e questo fa sì che riduca la carica batterica del pesce crudo (che a prescindere da tutto deve sempre essere trattato con abbattitori e secondo delle rigidissime regole). Lo zenzero già solo nella medicina cinese è una base per moltissime cure ma senza addentrarci in questi discorsi: contrasta la flatulenza, è digestivo, antiossidante e combatte i radicali liberi.

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Voglio premettere che ho un profondo rispetto per la preparazione del sushi e della figura dello Shokunin (non ti annoio con la storia ma se sei un tipo curioso leggi qualcosa al riguardo perché è pura poesia) e che, nonostante lo prepari da un decennio, tento disperatamente di rispettare tutto quello che di poetico e filosofico si cela nella preparazione del sushi. Impazzisco quando vedo gente fare polpette di riso (con il CARNAROLI *gridò o RISO PER INSALATA*gridò più forte) e asserire che: ma è facilissimo fare il sushi in casa! Che ci vuole?!

Non è difficile fare qualcosa che somigli al sushi, questo sì. Fare sushi è un’altra cosa. L’apprendista deve osservare il proprio Shokunin per dieci anni prima di definirsi Shokunin a sua volta. Il Sushi è un’arte vera e propria. La composizione, il taglio del pesce, la scelta e l’estetica. Confesso che mai mi ritengo soddisfatta e che mi vergogno, anche più che discretamente, a mostrare il mio operato. Oggi non ti lascio la ricetta per preparare il Sushi perché prima si dovrebbe partire seriamente dalla preparazione del Riso. È come se ti dicessi, senza che tu abbia alcuna base di musica, oggi ti siedi e ti insegno un Notturno a caso. Facciamo Chopin? No. Prima bisognerebbe parlare solo del pentagramma, che è il riso. Poi sopra pian piano imparare la collocazione delle note e così via.

Quindi la rubrica del Running Sushi è appena cominciata *musica del terrore in sottofondo (rigorosamente sorseggiando tè matcha. Ah, non ti piace il sushi? Allora prova il plumcake con il tè matcha, mirtilli e sesamo. E non perderti le ricette su Instagram perché ce ne sono moltissime ogni settimana).

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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