La pista di atletica più bella del mondo

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In Danimarca hanno fatto la pista di atletica più bella del mondo. Non è una pista di atletica tradizionale, a parte nella forma dell’anello esterno. È quello che succede dentro a quell’anello che è stupendo: l’Athletics Exploratorium di Odense è un campo di atletica molto particolare, che unisce alle tradizionali discipline track&field 12 isole per allenamenti che permettono di sviluppare abilità particolari e di integrare il crossfit nella normale routine di allenamento.
Athletics Exploratorium_01Ostacoli, cunette, addirittura una rotatoria convessa dove si corre su una curva parabolica continua (chiamata “La Cetrifuga”. Ma quanto bello è?): il divertimento è usato per spingere gli atleti a sviluppare muscoli e abilità particolari.

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E non è finita. Alla normale pista di atletica da 400 m hanno aggiunto 2 anelli esterni con una superficie più dura: servono ad andarci con i pattini o in bici. E se vuoi correre per 800 metri non c’è problema: un percorso a 8 che sfrutta parte dell’anello e che si interseca all’interno ti permette proprio di correre quella distanza. Athletics Exploratorium_04

L’impianto, che fa parte del Dipartimento di Biomeccanica della University of Southern Denmark a Odense, può essere usato da chiunque e fa parte di un parco liberamente accessibile. È aperto anche di sera e se c’è buio puoi accendere la luce da solo senza chiederlo a nessuno. Puoi anche scegliere fra 3 livelli di illuminazione: debole (per orientarti e basta, medio che illumina i 400 metri e totale, per dare luce all’intero impianto. Hai tempo 45 minuti: bastano? Mmmm, noi ci resteremmo 45 ore almeno.Athletics Exploratorium_06

E se vuoi monitorare i tuoi miglioramenti, lungo il rettilineo dei 100 metri una fila di LED si illumina per farti capire se stai correndo meglio o peggio della tua sessione precedente, indicandoti se sei in ritardo o in vantaggio. Se vuoi esserne sicuro puoi pure riprenderti con una macchina fotografica o con il tuo smartphone perché sempre sullo stesso rettilineo sono montati dei supporti appositi.

Non è futuro: è presente. Anche se in Danimarca :(

(grazie a Carlo Bassetti che ce l’ha segnalato in RunLovers Club. Ti sei già iscritto vero?)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

5 COMMENTI

  1. Ho appena cercato a Padova una pista d’atletica liberamente accessibile per fare le ripetute. Non ne ho trovata manco una. Sì, siamo indietro. Centri commerciali e multisale spuntano come funghi dopo la pioggia di settembre, ma a scuola (eelementare) – per rientrare nei dettami Gelmini – lasciano due ore di religione (non storia delle religioni ma religione) e riducono a una l’educazione fisica. Tanto, per smanettare sugli smartphone, sulla PS e sui tablet, basta allenare i pollici, e tutti i ragazzetti lo fanno dai 4-5 anni in poi.
    D’altro canto, una simile struttura in Italia, sarebbe stata depredata dei supporti per le videocamere, poi dei led della pista da 100, poi delle luci, quindi delle funi e degli attrezzi. Ogni mattina squadre apposite avrebbero dovuto sloggiare occupanti abusivamente installatisi nella centrifuga e raccogliere dozzine di bottiglie di birra e brik di tavernello. Senza contare che, quand’anche la struttura vi fosse e venisse regolamentata come lo è in Danimarca, al più sarebbe frequentata da gruppi intenti a ciarlare, fumare, e mostrare un certo dispregio nei confronti dei tre o quattro che dovessero impunemente decidere di darsi a una qualche forma di allenamento.
    Chiedo venia per il pessimismo, qualunquista e un po’ becero, ma ormai anche tristemente realista.

  2. Wow ho sempre pensato che una pista così ci doveva essere! Chiedevo sempre ai corridori perché non fosse a forma di 8 la pista e dicevano che era inutile se ti và gira al contrario! Dovevo fare l’architetto!!! :-) :-)

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