I prodotti più amati da RunLovers nel 2015

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Il 2015 è stato per molti versi un anno di transizione: molte tecnologie di prodotto (dalle scarpe all’elettronica) si sono consolidate e affermate. Guardandosi indietro non c’è un prodotto davvero rivoluzionario che abbia sconvolto l’industria. Del resto ce ne sono stati negli anni passati, non è che si possano pretendere prodotti stravolgenti ogni 12 mesi, no?
Sintetizzando, il 2015 è stato l’anno in cui alcune delle migliori tecnologie sviluppate nel 2013 e nel 2014 sono maturate e sono diventate standard. Ma questa è una bella notizia: “standard” vuol dire che i loro prezzi si sono (non sempre) abbassati e che sempre più runner le hanno potute provare. E quando la tecnologia e l’evoluzione diventano democratiche le cose iniziano a farsi molto interessanti.

Ma procediamo in ordine cronologico.

adidas Ultra BOOST™

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A gennaio adidas lancia a New York l’evoluzione delle Energy Boost, già di per sé un successo notevolissimo. E a New York c’è RunLovers a raccontartele. Non c’è un solo dettaglio che non abbia subito una revisione totale e più spesso un ridisegno completo, come la tomaia ora in Primeknit, il tallone e l’introduzione del sistema TORSION® SYSTEM a doppia densità.. E ovviamente l’intersuola in Boost, per una risposta esplosiva alla tua corsa.

Nike Air Zoom Vomero 10

Su15_RN_Vomero_M_Pair_originalLe Nike Air Zoom Vomero 10 sono un esempio di come si possa migliorare una scarpa molto amata e popolare usando delle tecnologie consolidate: l’unità Air per ottimizzare la risposta dell’intersuola (in Lunarlon) nel tallone e nel mesopiede e la tomaia in Flymesh, una versione più tecnica ed economica (ma a nostro giudizio altrettanto performante) del “premium” Flyknit, il tessuto che Nike usa nei suoi modelli più costosi come le Flyknit Lunar3. Risultato? Una scarpa molto valida e veloce, ad un prezzo medio e ragionevolissimo.

PUMA Ignite

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Con le Ignite, PUMA è ritornata in grande stile nel mercato del running. Un settore che lei stessa contribuì a fondare e che pareva avere un po’ abbandonato negli ultimi anni, nonostante le gioie agonistiche che Usain Bolt le aveva dato. Per farlo ha studiato una scarpa che concentra la sua tecnologia nell’estrema leggerezza e soprattutto nell’intersuola alla quale ha lavorato per molti anni creando con BASF una mescola rivoluzionaria, capace di proprietà elastiche e reattive davvero notevoli. Un paragone che nemmeno PUMA nasconde è immediato: è quello con il Boost di adidas. Alcuni l’hanno trovata troppo morbida e forse ne hanno tratto l’impressione che sia anche poco reattiva. Ma a noi non c’è sembrato. Well done PUMA.

ASICS MetaRun

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Ultima in ordine di apparizione e presentata a Londra. ASICS MetaRun è un concentrato di tecnologie avanzatissime che nelle intenzioni della casa giapponese deve spingerti a correre sempre più forte. E di tecnologia ce n’è davvero tantissima: mescola nuova dell’intersuola, carbonio, memory foam nell’imbottitura, esoscheletro di rinforzo. Se James Bond corresse invece che bere drink o ammazzare i cattivi userebbe di certo le MetaRun. Anche perché il prezzo è molto elite: 250 euro, e distribuzione in qualche decina di migliaia di esemplari.

Abbigliamento tecnico i-exe

i-exe

Sulla carta i pants e le maglie uomo/donna dell’italiana i-exe sono a compressione e supporto: servono cioè a comprimere i muscoli per ossigenarli e supportarli. Il loro particolare tessuto a fibra cava trattato agli ioni d’argento li rende però traspiranti e termoregolanti. Traduzione: sono antibatterici (non odorano dopo l’utilizzo) e funzionano sia al caldo che al freddo mantenendo una costante e piacevole temperatura del corpo. Non sono economici (il prezzo di listino infatti varia dagli 84€ dei pantaloni corti ai 119€ della maglia a manica lunga) ma sono multifunzione: puoi usarli per correre, per fare trail o triathlon, per andare in bici o anche come primo strato se sci. Quindi alla fine con un capo ne compri 3 o 4. Not bad.

Apple Watch

Apple_WatchApple Watch non è il primo smartwatch apparso sul mercato e nemmeno il più rivoluzionario. Ma è Apple, e quando Apple decide di entrare in un mercato lo fa spostando parecchi carrarmatini. Di Apple Watch ne abbiamo parlato quando fu presentato a marzo e poi l’abbiamo provato. Chi scrive lo usa sempre quindi il giudizio può essere parziale. Dirò una sola cosa: Apple Watch è diventato un oggetto personale che fa molte cose ed è estremamente pratico. Per molti versi è la cosa inutile più utile che ci sia. Per uno sportivo è un valido aiuto per tenere traccia dei suoi allenamenti (è davvero molto completo da questo punto di vista) ed è anche praticissimo nella vita quotidiana. Non è ancora un prodotto maturo ma è una solida base di partenza. Apple Watch? Parliamone, molto volentieri.

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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