Gli occhi di Nicole Orlando

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Nicole Orlando è un’atleta di Biella. Fa atletica leggera: salto in lungo, 100 metri, 200 metri, triathlon (non quello di cui parliamo spesso su RunLovers, ma il lancio del peso, salto in lungo e corsa). Pochi giorni fa ha partecipato ai mondiali di atletica leggera in Sudafrica e ha conquistato 4 ori e un argento.
Ma Nicole non è un’atleta come le altre: ha la sindrome di Down e quelli erano i mondiali (benedetti) per atleti come lei. E ci piace pensare che non siano stati mondiali “particolari”, ma mondiali per uomini e donne e ragazzi e ragazze che si sono sfidati per vedere chi era più bravo, più preciso, più veloce.

Se hai un corpo sei un atleta

Questa è la citazione delle citazioni e per la cronaca è di Bill Bowerman, il celebre coach e co-fondatore di Nike.
Puoi leggerla in tanti modi. Che il tuo corpo ti serve a tante cose, anche ad essere un atleta. Oppure che non hai scuse (escluse le patologie invalidanti, chiaramente): il movimento è nella natura umana.
E Nicole e gli altri ragazzi e ragazze della squadra italiana hanno dimostrato che niente può fermare la determinazione e la volontà umana e che l’Italia può arrivare ad essere prima al mondo in un settore sportivo così bello come quello per atleti con sindrome di Down. Le medaglie di Nicole infatti sono state solo una (grossissima) parte di quelle vinte dall’Italia, che ha conquistato il medagliere assoluto con 27 medaglie di cui 18 ori.

Nicole da sola ne ha vinte 4 d’oro: nel triathlon (dove ha stabilito il record del mondo), nei 100 metri, nel salto in lungo, nella staffetta femminile assieme a Pertile, Bonfanti e Spano.  Nei 200 metri è arrivata seconda dopo un’altra italiana, Sara Spanu.

I suoi occhi

Ricevendo uno dei suoi ori Nicole ha alzato gli occhi al cielo. Ha dedicato le sue vittorie alla nonna morta poco prima della sua partenza per il Sudafrica. Avrebbe dovuto esserci anche lei e da quella pista di atletica che l’ha vista trionfatrice ha voluto alzare lo sguardo verso il cielo.
Gli occhi sono lo specchio dell’anima, si dice. Puoi avere il corpo che il destino ti ha dato ma gli occhi mostrano quello che sei: la tua determinazione, la tua volontà, la tua incrollabile forza.
Quelli di Nicole dicevano tutte queste cose.

Photocredits immagine principale: Mauro Ficerai

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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