Perché corriamo – Bernd Heinrich, la corsa non ha età

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Bernd Heinrich vive nel Western Maine.  Nel 2007 è entrato nella Hall of Fame degli ultrarunner. Si cucina il pane, vive solo in una casa di legno in mezzo ad un meraviglioso bosco. Ha avuto una vita molto avventurosa: è arrivato giovanissimo e poverissimo dalla Germania ed è diventato un importante professore di biologia. Ha scritto 18 libri ed ha insegnato nell’università del Vermont.

Vedi alla voce di Wikipedia

La cosa divertente è che se lo cerchi su Wikipedia la voce che riguarda i suoi notevolissimi successi accademici è superata in lunghezza da quella sulla sua carriera di runner.
Insomma: a 74 anni suonati Bernd continua a correre. Con la neve o con il sole, con la pioggia o col caldo lui corre. Vive secondo i ritmi della natura che studia e corre natural, ovviamente.

Ti stimo. E un po’ ti invidio

Io a Bernd gli voglio bene. Non lo conosco ma per molti versi fa la vita che mi piacerebbe fare. O immagino che mi piacerebbe. Dipende solo da se stesso, vive in un posto magnifico, fa quello che gli pare senza far danno a nessuno. Guarda le stagioni colorare il suo bosco e gli uccelli migrare e tornare. Corre ogni giorno e sembra decisamente sempre di buon umore.
Forse sono le bellissime immagini di questo video a suggestionarmi. Magari pure Bernd si annoia ogni tanto, però forse un po’ ti invidiamo tutti Bernd.

Mi piacerebbe volare, ma correre viene subito dopo.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

2 COMMENTI

  1. La meraviglia della corsa è quella di rendere le stagioni della natura e dell’uomo, illuminate di colori che si rinnovano ad ogni passo.

  2. Forse con il progresso ci siamo persi qualcosa,puo sembrare stupido ma io sento proprio il bisogno di stare nei boschi da solo,una volta in bici e ora correndo ritrovo il contatto genuino con la natura.
    vabbè,adesso vado a parlare con gli alberi e connettermi con madre natura(scherzo ma non troppo)
    namastè :)

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