La domenica del podista

CONDIVIDI

La sveglia è attorno alle 6:30. È il tempo utile per vestirsi, fare una colazione adeguata, preparare la borsa, eseguire i propri riti propiziatori (non necessariamente in questo ordine), e presentarsi al luogo di gara. Solitamente il ritrovo è alle 7:30 ma la massa dei podisti arriva di lì a mezz’ora.

Il colpo d’occhio sul luogo del ritrovo ti fa pensare da dove possano essere usciti tutti questi podisti: durante la settimana li vedi da soli o in coppia correre lungo qualche strada secondaria e buia e adesso sono qualche centinaio. Il banco dell’iscrizioni è un luogo arcano: ogni organizzatore prova a creare delle file ordinate in base a categoria, sesso e competizione ma finisce ogni volta in un groviglio senza via di uscita, dove si calpestano i principali diritti umani. La stessa trafila avviene per il ritiro del pacco-gara.

Dopo aver eseguito la vestizione in zona auto, inizia il riscaldamento: la corsetta lenta per attivare la muscolatura è in realtà uno strumento di esame su come andrà la mattinata. Il podista, durante il riscaldamento scorge soltanto due categorie di avversari: quelli che arriveranno dietro e quelli che gli daranno la “passata”.

In realtà le categorie di podista sono molteplici e valide per entrambi i sessi:

Il top-runner. Di solito si scalda ad un ritmo corrispondente alla nostra velocità di gara. Corre con altri simili, gamba depilata, secco rifinito, concentrato, quello che vince insomma.

Il veterano. La categoria più accanita, si conoscono tutti tra loro, dopo anni di rivalità. Il veterano con uno sguardo agli avversari sa già il piazzamento che avrà alla fine della gara. Ciò nonostante, in questa categoria ci sono le vere e proprie battaglie con “il coltello tra i denti”.

Il veterano argento si riconosce dall’abbigliamento: corre con un completino sociale in uso negli anni ’80, in acetato non traspirante, con pantaloncini “scosciati” e sulla divisa ha, come sponsor, negozi ormai falliti. Ha abbandonato la competizione ma non la presenza alle gare.

Il tecnologico ha mille euro di accessori tecnologici addosso, immancabile ipod/iphone fissato al braccio, GPS di ultima generazione, cardio collegato via wi-fi al portatile, nike+ nella scarpa, contapassi, contacalorie e altri armamentari che, se non li avesse, guadagnerebbe almeno 20”/km.

Il podista prestato da altri sport: si riconosce dall’abbigliamento di provenienza (pantaloncini da basket, maglia dell’Inter della Champions, polsino da tennis, salopette da ciclista). Ha esordito in qualche Deejay-ten o similare e, sulle ali dell’entusiasmo, adesso prova a cimentarsi nelle gare domenicali. Compaiono tra aprile e settembre e poi tornano in letargo. Ascolta Aldo Rock il venerdi e si allena mixando tabelle scaricate on-line.

Con la punzonatura inizia la tattica di gara: si cercano gli avversari più diretti, quelli con i quali abbiamo lottato nelle gare precedenti e con i quali ingaggeremo la lotta questa domenica.

In attesa dello start, inizia la pretattica con la proclamazione delle patologie cliniche alle quali siamo affetti: “Mah, son venuto ma sono dieci giorni che non corro … parto lento e poi vedo”, oppure “No, te vai che il tuo passo non lo reggo e poi con questo ginocchio…” e ancora “…speriamo che questa contrattura mi faccia finire la gara...”. Ma il podista è un bugiardo e tutte le patologie scompaiono con lo sparo della partenza.

La gara scorre via più o meno veloce, si arriva al traguardo, si ferma il cronometro, si toglie il cartellino e inizia la danza dei tempi di gara.

Comunque vada, non vedrete mai un podista sconfitto o disperato per la prestazione ma li potrete trovare tutti al ristoro finale sorridenti a chiacchierare di allenamenti, andature e prossime gare.

Già perché domenica prossima c’è un’altra gara. E comunque sono stati quattro euro spesi bene!

Gabriele (@gabrioutside)

(©iStockphoto.com/vndrpttn)

CONDIVIDI
Ognuno corre come vuole, semplicemente, naturalmente. Semplicemente, naturalmente, Runlovers parla di cosa si parla quando si parla di corsa.

5 COMMENTI

  1. Io ex assoluto, ex veterano, arrivato alla categoria arg ,no oro, condivido la sintesi che è mirabolante e veritiera.Si dovrebbe allargare il discorso perche’i si corre ed esiste un po’ di “mattisia “ed attaccamento alla vita in comunione e ci si cimenta di correre anche oniricamente sognando ed esiste sempre un risultato.Complimentss a tutti gli appassionati ai vari livelli !

RISPONDI