Alan Turing, avresti meritato di meglio

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Alan Turing, recita Wikipedia, è stato un matematico, logico e crittografo britannico, considerato uno dei padri dell’informatica e uno dei più grandi matematici del XX secolo.
Insomma, una sorta di genio. Uno dei personaggi di spicco del secolo scorso, un matematico che rimarrà nella storia per il suo contributo allo sviluppo dei moderni computer e per essere riuscito a decodificare i messaggi nazisti cifrati dalla macchina Enigma.

Tutto bello, ma che c’azzecca con RunLovers…

Quel che lega Alan Turing a RunLovers è, manco a dirlo, il running. Una delle passioni di questo straordinario personaggio era infatti la corsa.
Tra uno studio e l’altro, infatti, Turing coltivava la passione per il running. Venne notato, in uno dei suoi durissimi allenamenti, dal segretario di un Running Club, il Walton Athletic Club, il quale rimase impressionato dalla sua velocità nella corsa e lo invitò così a far parte della sua squadra.

Corsa, allenamenti e risultati

Una volta entrato a far parte del Walton Athletic Club, Turing intensificò la sua passione per il running. Ben presto divenne il più forte atleta della squadra tanto da vincere alcune gare sulle distanze di 3 e 10 miglia.
Turing però non temeva le gare più lunghe. Anzi, probabilmente le prediligeva. Si narra infatti che più volte abbia percorso in allenamento la distanza che separava Bletchley Park, dove lavorava per il controspionaggio, da Londra, percorrendo di corsa i 64 km che separano le due località.

La maratona

Nel Luglio del 1947, Turing corse la sua prima maratona. Giunse quarto completando la corsa in 3 ore e 01. Ma quella era solo la prima. Poche settimane più tardi prese parte infatti alla Loughborough Marathon, una gara che sarebbe valsa anche come corsa qualificante per le Olimpiadi di Londra del ’49.
Turing concluse la gara con il tempo di 2 ore e 46 minuti giungendo quinto. Il tempo, se consideriamo l’epoca e la professione del nostro protagonista, ha dell’incredibile. Basti pensare, oltretutto, che alle olimpiadi dell’anno successivo, il vincitore fece segnare un crono di soli 11 minuti inferiore a quello di Turing.

Una breve carriera

La carriera da runner di Turing fu purtroppo molto breve. A causa di un infortunio ad una gamba cessò poco dopo di correre. Rimangono però le sue imprese che, unite a quelle nei campi della scienza, lo rendono un raro esempio di atleta e studioso ed un personaggio davvero unico. Basti pensare alle vicende legate alla sua omosessualità e alla conseguente persecuzione subita dalla giustizia britannica, alla sua tragica fine e alle scuse tardive riservategli dal primo ministro Brown nel 2009 con la frase “Ci dispiace, avresti meritato di meglio.”

Un po’ di pace

Della sua passione per il running ci rimangono dei racconti, i tempi fatti segnare in maratona ed una frase che ci piace riportare.
Un giorno, il segretario del suo club gli chiese come mai si punisse con degli allenamenti così duri.
Turing rispose: “Faccio un lavoro così stressante che l’unico modo per levarmelo dalla testa è correre duramente. E’ l’unica via che ho per ottenere un po’ di pace”

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Giacomo Gobbo (detto Jack Lucarelli): di giorno veste i panni di un comune impiegato del catasto (o qualcosa del genere), uscito dal luogo di lavoro si cambia all'interno di una cabina telefonica e veste i panni di un Runner. L'avvento dei cellulari gli ha complicato enormemente la vita in quanto non trova più cabine all'interno delle quali cambiarsi. E i parcheggi delle aree di servizio sono luoghi per scambisti quindi l'operazione risulta essere altamente pericolosa. Ogni tanto parte in missione per conto di diomede, suo vicino di casa, e va a correre maratone e gare di trail di lunghezza spropositata. Ha un'insana passione per le storie sulla corsa e tende a riproporle, anche qui dentro, conciliando il sonno del pubblico.

2 COMMENTI

  1. Ho visto in questi giorni il film … bello! Quanta crudeltà e ignoranza nei confronti degli omosessuali!
    W la corsa, sempre!

  2. Anch’io ho visto il film, la parte dedicata alla corsa era marginale, naturalmente.
    Anche a me piacciono i racconti sulla corsa, spero ne scriverai altri.

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